MUGELLO E VALDISIEVE
Fatto sta che le persone assiepate in massa su quest’ultimo treno sono state fatte scendere al gelo in attesa dell’arrivo del successivo, che in realtà era invece…il precedente. L’11982 (il primo ad aver avuto il motore in panne) è, infatti, partito da Borgo con 40 minuti di ritardo ed i passeggeri scesi a Rufina sono risaliti su di esso con una sgradevole, se non drammatica, “sorpresa”: la presenza di carrozze con totale assenza di riscaldamento. Tradotto: vagoni con una temperatura pari se non inferiore a quella esterna (-6°C), sui quali i pendolari sono dovuti stare fino alla loro discesa a Firenze. Insomma, possiamo definirle condizioni quasi da Terzo Mondo. Gli unici a non essersene accorti sembrano essere i vertici di Trenitalia e degli Enti competenti, i quali continuano ad adottare decisioni poco efficaci. E tutto ciò è solo “l’antipasto” di quello che potrebbe verificarsi se verranno effettuati ulteriori tagli di fondi per il trasporto pubblico locale.
Saverio Nepi









