Campane mugellane nel cuore dell’India
si è visto intervistare a Kochi, 1.750 mila abitanti, seconda città del Kerala dopo la capitale Thiruvananthapuram (Trivandrum), in sala stampa, da ben 30 giornalisti e riprendere da una decina di televisioni nazionali e per Massimo, fabbro di Scarperia, che lo ha accompagnato in questa avventura, collaborando alla realizzazione dell’impianto campanario. “ E’ nato tutto per caso” spiega Toninelli “il parroco di Kochi, è venuto a Firenze in occasione della beatificazione di Giovanni Paolo II, è stato ospite da un parroco mio cliente, ha sentito il suono delle campane della sua chiesa e gli è così piaciuto che ha espresso il desiderio di averle anche nella sua parrocchia, perché lui non aveva le campane, visto che in India questa tradizione non c’è. Le campane che ci sono vengono tutte portate dai missionari, quindi arrivano dall’Europa e sono suonate a mano. Il parroco indiano ha lasciato l’incarico ad un suo confratello che abita a Firenze” –continua Toninelli – affinché questi trovasse una ditta che potesse realizzare l’impianto per la sua parrocchia che è intitolata a San Francesco Saverio, la nostra proposta è risultata la migliore rispetto a quella di altre ditte, abbiamo avuto l’approvazione del progetto e siamo partiti.” – Qual è stata l’emozione più grande in questa esperienza?- “A dire il vero un po’ tutto, cominciando dal viaggio, all’accoglienza che ci hanno riservato, ci hanno rivestito di un’importanza che a volte mi imbarazzava, perché non ci sono abituato! Non sapevo come comportarmi, per loro eravamo degli esperti, sapevamo fare cose di cui non avevano idea, perciò eravamo persone fantastiche! Mentre lavoravamo c’erano sempre almeno una decina di persone sul campanile, erano curiosi, volevano imparare, erano molto contenti che fossimo lì a realizzare questo impianto tanto che, a fine lavori, dopo la benedizione delle campane, è stata organizzata una festa parrocchiale per inaugurarle.” – Ha idea di tornare in Kerala? – “Me lo auguro vivamente, perché sono stato in modo magnifico.”- E’ stata un’esperienza fantastica- aggiunge Massimo Serotti- sul piano umano e professionale, siamo stati serviti e riveriti, abbiamo visto la realtà che c’è lì, il bene e il male, proprio come da noi. Mi hanno colpito la gentilezza, l’accoglienza delle persone, sono rimasto entusiasta di questo. E’ stata una bella esperienza, non ero mai stato in India e ci tornerei davvero volentieri.-
Francesca Lippi





